
Psicoterapia bambini e ragazzi
La pratica psicoanalitica dell’età evolutiva utilizza le principali modalità espressive dei bambini come il gioco e il disegno.
Nella stanza con lo psicologo il bambino potrà giocare, parlare, disegnare e raccontare storie liberamente.
I personaggi creati da queste interazioni sono il modo, attraverso cui, il bambino può comunicare in immagini e storie condivisibili quanto sta avvenendo dentro di lui: in tal senso questi personaggi sono sempre ricchi di emozioni ed affetti.
Il Giocare è il mezzo dei bambini per drammatizzare, comunicare, le proprie fantasie che ancora non sono in grado di comunicare.
Si interviene sul bambino toccando le storie e i personaggi che porta in seduta e si lascia che la storia si sviluppi liberamente.
Questo permette al bambino di vivere l’incontro della terapia come non invasivo, ma piacevole e replicabile.
Lo psicologo attraverso l’accoglimento degli stati emotivi e mentali presenti durante il gioco consente trasformazioni profonde.
Oltre al gioco il disegno è capace di far visualizzare quanto nel mondo interno sta avvenendo.
Il disegno è utilizzato come un sogno rispetto al quale poter chiedere associazioni (facciamo la storia di questo disegno?) Così facendo, lo psicologo, mette in parola quello che è già nell’immagine che aspetta solo un interprete.
Queste modalità di intervento consentono di lavorare emotivamente con il bambino e di liberare le capacità cognitive spesso compresse dalle emozioni inespresse.
Importante è che lo psicologo tiene sempre a mente che il bambino vive immerso nella cultura emotivo-affettiva della famiglia che, a pieno titolo, costituisce l’altra voce indispensabile alla terapia. Diventa così di grande importanza il contributo di entrambi i genitori.
L’aiuto della famiglia permette di riflettere su come rapportarsi al bambino e permette di pensare insieme a cosa sta accadendo e quali emozioni emergono, sia acasa, che in terapia.
Decidere di iniziare un percorso è fondamentale quando non si sa più quali strumenti usare con il proprio figlio, quali parole utilizzare, quando il dialogo tra le menti familiari si è spento.
Nella stanza d’analisi sono accolti anche le madri e i padri che, periodicamente, si incontrano con la terapeuta per pensare insieme al loro bambino.
Questa accoglienza, priva di giudizio, permette di lasciare spazio alla comprensione e al sollievo dove prima c’era solo rabbia e frustrazione.
Questo aiuta il bambino non solo ad esprimere e digerire gli stati emotivi, ma permette di accrescere la capacità cognitive-affettive prima bloccate.