Privacy e deontologia professionale

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Noi di Psichemilano riteniamo che la trasparenza deontologica sia importante. Per questo motivo fin dai primi colloqui vengono condivisi con il paziente degli aspetti metodologici che hanno il compito di tutelare le persone coinvolte (psicoterapeuta e paziente) e porre le basi per una relazione di fiducia e trasparenza. Vengono quindi definiti i costi, la durata dei colloqui, la regolamentazione della disdetta degli appuntamenti, l’approccio di cura del professionista e gli strumenti utilizzati. È anche importante che il paziente sappia che le proprie parole vengono custodite con cura e riservatezza perché uno dei compiti che il nostro lavoro necessariamente prevede è quello di proteggere le storie più delicate e dolorose delle persone che ci vengono affidate con fiducia. Si tratta di una responsabilità morale ed etica oltre che deontologica e legale.

Al fine di essere coerenti con questi principi di riservatezza e di trasparenza deontologica, alle persone che si rivolgono a Psichemilano viene chiesto di esprimere un consenso informato attraverso la firma di un modulo, redatto in base alle norme vigenti (D. Lgs. 196/2003, GDPR 2016/679, Codice Deontologico degli Psicologi Italiani), riguardante la privacy, il trattamento dei dati ed alcuni aspetti metodologici.

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Codice deontologico degli Psicologi italiani
Art. 3
Lo psicologo considera suo dovere accrescere le conoscenze sul comportamento umano ed utilizzarle per promuovere il benessere psicologico dell’individuo, del gruppo e della comunità. In ogni ambito professionale opera per migliorare la capacità delle persone di comprendere se stessi e gli altri e di comportarsi in maniera consapevole, congrua ed efficace. Lo psicologo è consapevole della responsabilità sociale derivante dal fatto che, nell’esercizio professionale, può intervenire significativamente nella vita degli altri; pertanto deve prestare particolare attenzione ai fattori personali, sociali, organizzativi, finanziari e politici, al fine di evitare l’uso non appropriato della sua influenza, e non utilizza indebitamente la fiducia e le eventuali situazioni di dipendenza dei committenti e degli utenti destinatari della sua prestazione professionale. Lo psicologo è responsabile dei propri atti professionali e delle loro prevedibili dirette conseguenze.

Art. 4
Nell’esercizio della professione, lo psicologo rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza, all’autodeterminazione ed all’autonomia di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi dall’imporre il suo sistema di valori; non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalità, estrazione sociale, stato socio-economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità. Lo psicologo utilizza metodi e tecniche salvaguardando tali principi, e rifiuta la sua collaborazione ad iniziative lesive degli stessi […]

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