Paghetta sì o paghetta no? Un dilemma per genitori e figli

Il tema della paghetta rappresenta un punto di discussione frequente tra genitori e figli. Se da un lato i primi valutano l’opportunità di introdurla e si chiedono quale possa essere la cifra adeguata, i figli, spesso, ritengono che l’importo ricevuto non sia sufficiente a coprire le loro esigenze. 

Questa problematica, apparentemente semplice, nasconde complessità e sfaccettature che meritano un’analisi approfondita poiché, come spesso accade, non esiste una regola che valga per tutti. Decidere se introdurre o meno la paghetta deve essere il risultato di una riflessione consapevole.

Gestione e importo della paghetta

In merito all’età in cui può essere utile introdurre la paghetta, molto dipende dall’organizzazione familiare anche se, in linea di massima, ha poco senso farlo prima dell’inizio delle scuole medie. Di certo, inizia a essere uno strumento realmente educativo a partire dai 14 anni.

Per quanto riguarda l’importo e la gestione della paghetta l’ideale sarebbe stabilire una somma che copra le spese necessarie su base settimanale o mensile, includendo la possibilità di un extra o di mettere da parte qualcosa. L’Importante è che la paghetta venga erogata con regolarità, non sia oggetto di negoziazione continua o usata come strumento di punizione, perché, è bene ricordarlo, non dovrebbe trattarsi di una concessione o un premio, bensì di uno strumento educativo.  

Proprio per questo è fondamentale anche stabilire dei limiti ragionevoli in modo da contribuire al benessere psicologico dei ragazzi, rassicurandoli e aiutandoli a crescere con il giusto mix tra dipendenza e autonomia. 

Una paghetta scarsa può celare il bisogno di controllo dei genitori, desiderosi di essere coinvolti in decisioni che in realtà non necessitano di supervisione. Ancora una volta sarebbe utile riflettere su quanto sia faticoso vedere crescere i propri figli, quanto sia dura vederli conquistare autonomia e indipendenza e quanto, il bisogno di controllo, non nasconda in realtà la paura di vederli diventare grandi.

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Dott.ssa Giorgia Pierangeli

Psicologa – Psicoterapeuta

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