Mestruazioni, una parola ancora tabù per molte adolescenti. E in poche vanno dal ginecologo

di Maurizio Tucci

Le giovani arrivano pronte e informate all’appuntamento con il ciclo mestruale ma non ne parlano. Il 9% ha il menarca prima dei dieci anni e si è registrato un boom di casi di pubertà precoce

Le adolescenti, come «vivono» le mestruazioni? Lo ha analizzato l’indagine annuale sugli stili di vita degli adolescenti, di Laboratorio Adolescenza e Istituto di ricerca IARD, in un approfondimento realizzato in collaborazione con la Società Italiana di Ginecologia dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Sigia), prendendo in considerazione sia gli aspetti fisici (dolore, regolarità, durata), sia quelli più psicologici (ansia, nervosismo, imbarazzo) e confrontando i dati con una analoga indagine effettuata esattamente dieci anni fa.

L’indagine è stata svolta su un campione nazionale rappresentativo di 3.180 ragazze, tra i 12 e i 19 anni. Ebbene un primo elemento emerso riguarda l’imbarazzo e il «disagio» ancora legato alle mestruazioni, specie nelle giovanissime (lo vive il 61%). «Mentre per altre sfere della sessualità — spiega Alessandra Marazzani, psicologa di Psichemilano e membro del consiglio direttivo di Laboratorio Adolescenza — le cose sono molto cambiate, di fronte alle mestruazioni è come se ancora mancasse “la parola”, il coraggio di nominarle. Ciclo, le mie cose, mal di pancia, non sto bene, sono indisposta… tutti modi di girarci intorno pur di non dire ho le mestruazioni. E questo vale non solo nella comunicazione con il mondo adulto ma, ancora più interessante, anche in quella tra pari. Al menarca arrivano pronte, informate, la confidenza con le mamme è generalmente buona, ma poi il quotidiano, anzi “il mensile”, rientra in un intimo più intimo di cui si fa ancora fatica a parlare».

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