Le diverse facce dell’ansia: cosa succede e cosa fare per affrontarla

Quando pensiamo alle nostre ansie siamo spesso sopraffatti dall’idea che possano rimanere con noi per sempre, togliendoci la possibilità di vivere in modo sereno la nostra quotidianità

Solitamente, infatti, l’ansia si manifesta in diversi momenti della giornata, per esempio: al mattino appena svegli, durante alcune conversazioni, sui mezzi pubblici, la sera, prima o dopo cena.  

Tra gli aspetti più invadenti dell’ansia ci sono i pensieri di disistima e fastidio che si provano verso se stessi e da cui scaturiscono sentimenti di vergogna e di inadeguatezza poiché si ha la frustrante percezione che l’ansia sia auto-indotta e difficile da allontanare. Questo può farci sentire inutili e poco reattivi, alimentando l’idea che ogni iniziativa sia destinata a fallire.

Chi soffre di ansia tende a non parlarne, convivendo così con una tensione costante che può tradursi in disturbi psicosomatici come, per esempio, problemi intestinali o cefalee. Sintomi che possono cronicizzarsi anche perché, il più delle volte, male interpretati o percepiti come meri disturbi fisici da curare per ciò che sono, dunque, scollegati dalla sfera psicologica. 

In realtà, il corpo agisce come un portavoce inconsapevole delle nostre fatiche psichiche. Quindi, se non si comprende la connessione tra mente e soma si rischia di sottovalutare il disagio e, dunque, la cura. Per esempio, condizioni come la colite cronica o i disturbi del sonno richiedono un’indagine approfondita sui cambiamenti di vita che potrebbero aver scatenato questi sintomi, permettendo di identificare possibili correlazioni.

Questa attenzione su più versanti consente di guardare e valutare la persona nella sua globalità e non solo rispetto a un singolo problema. In questo contesto, l’ansia può essere un campanello d’allarme utile per esplorare paure profonde e pensieri che generano angoscia. Se il livello di stress viene ignorato, il corpo potrebbe risentirne, manifestando problemi in aree vulnerabili come l’apparato digestivo, genitale o cerebrale, influenzando il sonno o causando emicranie.

Riconoscere e paragonare le sensazioni attuali con quelle vissute in altri periodi della vita aiuta a comprendere se lo stato d’ansia che si sta vivendo sia un episodio isolato o parte di un pattern ricorrente. Ammettere a se stessi di non aver prestato sufficiente attenzione alle proprie ansie passate è un passo fondamentale. Dare un nome a ciò che si prova e discuterne con persone sensibili o con un professionista potrebbe spaventare, ma è fondamentale per accedere a trattamenti efficaci e duraturi.

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Dott.ssa Alessandra Marazzani Visconti