Far mangiare tuo figlio è un problema?

L’alimentazione infantile è lo specchio dell’accudimento del bambino ed è uno dei momenti più precoci di interazione tra il piccolo e chi si prende cura di lui. Nutrirsi è una delle manifestazioni più arcaiche delle prime relazioni con la madre.

Questo momento delicato puó essere fonte di soddisfazione e rassicurazione per i genitori, ma anche motivo di angoscia se il proprio figlio rifiuta o mangia solo certe tipologie di cibo. Cibo e relazioni familiari sono da subito correlati e un disturbo in tal senso potrebbe indicare non tanto un disturbo alimentare precoce, ma una crepa nella relazione tra il piccolo e suoi caregivers.

Cosa accade quando il cibo viene rifiutato o il neonato non si attacca al seno?

Probabilmente, questa sintomatologia non si manifesta per mancanza di cure o di attenzioni, ma spesso è lo specchio di cure troppo sollecite, prestate con ansia. Avendo accanto un genitore preoccupato o angosciato durante il tempo del nutrimento, il neonato o il bambino vive come troppo invasive le sollecitazioni genitoriali. Questa modalità affatica i bambini che sentendo la preoccupazione non riescono a separarsi ed individuarsi dalla mamma troppo ansiosa: “come posso separarmi dalla mia mamma se è tanto preoccupata?”.

Il cibo (o anche il controllo sfinterico) diventano il mezzo con cui il figlio esprime questa difficoltà: “su questo almeno decido io!” ed il sintomo diventa l’unico terreno dove si puó contrapporre all’adulto.

Dunque cosa fare?

È bene porre l’attenzione non tanto su quello che il piccolo mangia, ma in quale clima mentale avviene questo scambio. Se l’angoscia è troppo alta e l’ansia pervade la coppia mamma-bambino sarà difficile che il piccolo acconsenta ad accettare quel nutrimento che viene sentito come troppo invadente ed indigesto.

Quindi quando le difficoltà con il cibo permangono è forse meglio interrogarsi dal punto di vista psicologico, più che medico, poiché questi disturbi non sono drammatici, ma rappresentano il mezzo che usa il bambino per esprimere una difficoltà. Con delicati accorgimenti e un aiuto alla coppia è possibile vivere il momento del nutrirsi come piacevole e pieno di comunicazioni.

Dott.ssa Francesca Cesina

Psicologa Psicoterapeuta