Tra scettiscismo e speranza

Cari associati, riassumiamo i punti salienti della serata di martedì.

Abbiamo avuto il piacere di ospitare Mauro Carito, psichiatra e psicoanalista junghiano, e Francesco Zanelli, psichiatra e psicoterapeuta, intervistati dalla nostra collega Agata D’Ercole.

 

Abbiamo avuto un assaggio dei principali approcci farmacologici alla depressione (non solo antidepressivi, ma anche stabilizzanti dell’umore e litio) e all’ansia (non solo BDZ ma anche antidepressivi e stabilizzanti dell’umore), come anche degli effetti collaterali degli antidepressivi (aumento del peso, disturbi gastroenterici, disturbi connessi alla sfera sessuale, tremore, salivazione, aumento della sudorazione e disturbi cardiologici in soggetti predisposti).

 

È stata sottolineata l’importanza del coinvolgimento del pz e di un rapporto circolare tra terapeuta e psichiatra come strumento per affrontare resistenze e preconcetti in merito ad una terapia farmacologica.

 

Gli psichiatri che adottano uno stile più orientato verso l’individuo e non solo sul sintomo favoriscono la compliance verso il farmaco e questa, a sua volta, aiuta il buono svolgimento della psicoterapia.

 

Esistono delle “scale” che aiutano gli psichiatri, ed eventualmente anche gli psicoterapeuti, a capire quando c’è la necessità di un supporto farmacologico.
Psichemilano Locandina ispirazione

Cari associati,

riassumiamo i punti salienti della serata di lunedì.

Abbiamo avuto il piacere di ospitare Nice Congiu, dirigente del Liceo Artistico paritario Giovanni XXIII e Marco Vergeat, presidente dell’Asfor, intervistati dalla nostra collega Alessandra Marazzani Visconti.

L’ispirazione è un turbine interno che accende l’anima e genera cambiamento. Quest’ultimo può spaventare, richiede libertà di movimento per esplorare “luoghi ignoti” e richiede anche senso di responsabilità per portare la propria ispirazione a compimento.. 

Per essere ispirati abbiamo bisogno di un mediatore (una poesia, un quadro, un film, un brano musicale, un’esperienza, una persona significativa) che attivi il desiderio, la spinta verso il cambiamento. Perché questo si realizzi, però, l’ispirazione deve trovare una coscienza che sia educata ad accoglierla, una coscienza basata sulla cultura e su valori che modificano il modo di guardare il mondo, per riuscire a cercare il senso e il significato di sé e delle esperienze vissute.

I giovani hanno bisogno di adulti che testimonino la vita, l’affettività, la bellezza, ma per essere dei buoni mediatori gli adulti devono tenere a bada le proprie aspettative, trasmettere la libertà di essere chi si è, ovvero devono ispirare senza plagiare.

E ora qualche spunto di riflessione…

– L’ispirazione si realizza nell’incontro con qualcuno o qualcosa che ha lasciato una traccia dentro di noi facendoci vibrare. Nei vostri ricordi, nelle vostre storie qual è stato un incontro che vi ha fatto vibrare? 

– Quale relazione esiste tra ispirazione e passione? Come si è realizzata questa relazione nelle vostre vite, nel vostro lavoro? 

– L’ispirazione in terapia rende visibile l’invisibile, ma questo forse accade anche nella vita. Ovvero, l’ispirazione conduce verso una parte inesplorata di se’? 

– Pensate che l’ispirazione generi un senso di pienezza e di appagamento che contribuisce a dare senso al proprio vivere? 

– L’ispirazione nasce dunque dentro di noi e nasce da una posizione di ascolto nella quale ci dobbiamo mettere per sintonizzarci con la parte più autentica di noi stessi?

Psichemilano Locandina seduzione

Cari associati,

riassumiamo i punti salienti della serata di lunedì.

Abbiamo avuto il piacere di ospitare Giulio Fontò, Psicoterapeuta e Filosofo, e Nicole Bianchi, Psicologa e Psicoterapeuta, intervistati dalla nostra collega Maria Francesca Basoni. 

In principio c’erano Caos, Eros e Thanatos… Eros ha il compito di uscire dal Caos e rimettere ordine.

Non c’è vita senza Eros, espressione del desiderio, ma non c’è vita senza morte; quindi Eros e Thanatos appartengono alla stessa natura.

Mitologicamente Eros nasce dalla madre Penia e dal padre Poros, nasce quindi per rimediare ad una mancanza e anela a ricomporre l’unità perduta, ma ciò è impossibile: dopo un breve momento in cui sperimentiamo il riconoscimento pieno (come nell’orgasmo), arriva la consapevolezza di avere davanti qualcuno che è altro da noi. L’immagine degli amanti è quella che più rappresenta la morte e la vita nello stesso tempo.

E in terapia? È un bisogno comune a tutti quello di essere visti, riconosciuti, legittimati. Riconoscere questo bisogno dei pazienti è diverso dallo stare al gioco della seduzione. Per far questo è necessario essere consapevoli delle nostre aree d’ombra, quei territori nei quali necessitiamo di essere legati all’albero come Ulisse. Conosci te stesso e non oltrepassare i tuoi limiti.

La seduzione è diversa dalla manipolazione in quanto la prima è una danza che si fa insieme. È la creazione di uno spazio intimo. Lo spazio intimo è sicuro e non contempla il controllo: chi controlla ha paura dell’intimità.

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