Ecoansia: un fenomeno in crescita tra i giovani

Con ecoansia, termine forse un po’ impreciso e generico, ci si riferisce a tutte quelle emozioni ambientali connesse al cambiamento climatico, sperimentate specialmente dalle fasce più giovani della popolazione. 

Questo fenomeno include diverse sfaccettature, come: la nostalgia per la natura (solastalgia), la perdita di speranza per il futuro dell’ambiente (terrore globale), il blocco dei comportamenti pro-ambientali (ecoparalisi), il disagio per la privazione di interazione con la natura (disturbo da deficit di natura), il lutto per la perdita dell’ambiente naturale (dolore ecologico), la rabbia per l’indifferenza istituzionale ai bisogni ambientali (terrafurie) e l’apprensione continua sulle catastrofi (worry).

Quando queste emozioni interferiscono con il normale svolgimento delle attività quotidiane, possono trasformarsi in un vero e proprio disturbo che, di solito, si sviluppa su un’identità già poco strutturata. Questo è particolarmente rilevante per i giovani d’oggi, considerando il contesto in cui vivono e la loro percezione del futuro.

A tal proposito, è opportuno esplorare ed esaminare due concetti chiave strettamente connessi a questo fenomeno.

Il concetto di dipendenza

Chi lavora con adolescenti e giovani adulti sa bene che spesso ci troviamo di fronte a ragazzi celebrati come esseri perfetti, iperprotetti e ipergiustificati, che sviluppano un sé fragile. In terapia, questi giovani manifestano comportamenti e sintomi che tentano di curare una ferita narcisistica. Al contempo, la cultura familiare è orientata alla competizione e al successo, e i figli spesso portano sulle spalle responsabilità che non sanno gestire.

Questa combinazione di sé fragile e ideale grandioso induce i ragazzi a percepire la dipendenza e la debolezza come minacce alla loro integrità narcisistica. La realtà è che dipendiamo da molte cose: noi stessi e i nostri bisogni, la famiglia, altre persone, la storia e l’ambiente. Viviamo nell’era dell’Antropocene, in cui l’essere umano determina le trasformazioni della Terra, contrapponendosi alla dipendenza e credendo di essere il fulcro del pianeta. Tuttavia, la pandemia e le catastrofi naturali recenti ci hanno dimostrato che non è così.

Il concetto di incertezza

Per affrontare l’incertezza è richiesta una grande capacità di sentirsi sicuri in senso primario, una sicurezza che dovrebbe derivare dalle prime esperienze infantili.

Sebbene l’incertezza sia uno stato difficilissimo da vivere, purtroppo le nuove generazioni devono fare i conti con un futuro incerto da tanti punti di vista, incluso quello ambientale.

Si confrontano con il fatto che non esiste una soluzione certa e immediata; abbiamo solo tentativi e ipotesi, ma nulla che possa trasformare immediatamente la situazione del nostro pianeta.

Per molte persone questa incertezza è intollerabile e dà origine a risposte che si collocano agli estremi del comportamento possibile, come il negazionismo e l’attivismo estremo, due facce della stessa medaglia. Siamo di fronte al fallimento della posizione depressiva; non riusciamo a elaborare il lutto di un futuro diverso da quello delle generazioni passate e a cimentarci in nuovi modi di pensare. Mettiamo in atto meccanismi di difesa che ci allontanano dalla realtà, forse perché c’è un limite alla realtà che possiamo tollerare.

Del resto, i mezzi di informazione ci propongono spesso una situazione catastrofica e lontana da noi che non ci aiuta a sviluppare quel senso di vicinanza psicologica che ci permetterebbe di fare la nostra parte. Al contrario, ci spingono ad allontanarci a causa della forte angoscia che sperimentiamo.

Anche la politica si pone in modo troppo ottimistico e/o cieco di fronte ai cambiamenti sociali e alla dipendenza di ogni popolo dalla propria storia e dalla propria cultura.

Einstein ha detto: “Non è possibile risolvere un problema con le stesse modalità di pensiero che l’ha creato.” Questo concetto è cruciale nel nostro approccio alla crisi ambientale e alle emozioni a essa collegate.

Per informazioni sui nostri percorsi di psicoterapia o per un primo contatto telefonico gratuito con il nostro Centro, chiama il numero 02 54107366, in alternativa puoi scriverci a: info@psichemilano.com

Dott.ssa Giorgia Pierangeli