Negli ultimi tempi si sente parlare sempre più spesso di disregolazione emotiva, soprattutto tra i giovani. Con questo termine si indica la difficoltà a gestire l’intensità delle proprie emozioni, che in certi momenti diventano così forti da travolgere la persona.
Perché si parla tanto di disregolazione emotiva
Da una parte credo che questa diffusione risponda al bisogno di definirsi tipico dei ragazzi e delle ragazze: in una fase della vita in cui non so chi sono, cerco termini che mi facciano da bussola e che non mi facciano sentire diverso o diversa dagli altri.
D’altro canto mi capita sempre più spesso di ascoltare racconti di adolescenti che vanno a tutti gli effetti in corto circuito. Ognuno porta con sé il proprio vissuto e la propria sofferenza, ma tutte le storie hanno in comune la sensazione di perdita di controllo, di confusione e di smarrimento. Spesso non è facile ricostruire come questi vissuti siano la conseguenza di uno stimolo contingente che ha provocato un’attivazione emotiva impossibile da gestire.
Come si manifesta una crisi emotiva in adolescenza
Queste situazioni spaventano in primo luogo chi le vive sulla propria pelle, ma anche chi assiste e magari è stato, involontariamente, la causa della crisi. Molto spesso si tratta dei genitori che, di fronte alla crisi di un figlio, non trovano un filo di comprensione, non riconoscono il proprio ragazzo o la propria ragazza, sono preoccupati e a volte temono anche di essere aggrediti fisicamente.
Mi colpisce come la rabbia, che spesso rappresenta una scorciatoia emotiva, in questi casi non trovi spazio. Gli adolescenti non sono in grado di reagire: vengono travolti da emozioni che si aggrovigliano dentro di loro e, più vengono incalzati dall’interlocutore, più sentono aumentare il disagio. Per calmarsi hanno bisogno di allontanarsi fisicamente.
Le cause della disregolazione emotiva negli adolescenti
Le cause di queste reazioni, o forse sarebbe meglio dire di queste non-reazioni, sono profondamente radicate in ogni singolo individuo, ma hanno anche basi sociali. Oggi gli adolescenti sono spesso meno competenti dal punto di vista emotivo. Gli schermi permettono di vivere le relazioni in modo attutito e, in alcuni casi, invece di essere un trampolino per la crescita, diventano una gabbia che impedisce di sviluppare adeguate competenze emotive e relazionali.
È cambiato inoltre il rapporto tra genitori e figli. Semplificando molto, potremmo dire che non è più caratterizzato dal conflitto, e questo rende spesso più difficile per i ragazzi e le ragazze prendere emotivamente le distanze da genitori così vicini, aperti e comprensivi.
Cosa può fare un genitore durante una crisi emotiva
Il genitore che assiste a una crisi di questo tipo ha un compito fondamentale: fermarsi. Fermarsi dall’incalzare, dall’accusare, dal voler capire a tutti i costi. In quel momento si può solo restituire al figlio o alla figlia il senso di smarrimento e di confusione, cercare di comprenderne l’angoscia e rappresentare un solido appoggio.
Quando rivolgersi a uno psicoterapeuta
Se questi episodi non sono isolati, può essere utile pensare a un supporto psicoterapeutico. Un percorso di psicoterapia per adolescenti accompagna il ragazzo o la ragazza nel riconoscimento e nella gestione delle proprie emozioni e favorisce lo sviluppo di un’identità autentica.
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