Dipendenza affettiva, quando amore non è amare

Io ho bisogno che qualcuno abbia bisogno di me, ecco cosa. Ho bisogno di qualcuno per cui essere indispensabile. Di una persona che si divori tutto il mio tempo libero, il mio ego, la mia attenzione. Qualcuno che dipenda da me. Una dipendenza reciproca. Come una medicina, che può farti bene e male al tempo stesso.”

Chuck Palahniuk

La dipendenza affettiva è un tema complesso che influisce profondamente sulle relazioni personali e che ha un significativo impatto sulla salute mentale di chi ne soffre.

Si tratta di un fenomeno molto diffuso, che presenta diverse sfaccettature importanti da mettere a fuoco.

Perché la dipendenza affettiva è sempre più diffusa?

Per comprendere la dipendenza affettiva, è essenziale considerare il contesto sociale attuale descritto dal sociologo Bauman come “liquido”, con la sua intrinseca precarietà e instabilità. In quest’epoca di crescente sfiducia e incertezza, molti cercano stabilità nelle relazioni, affidandosi a esse come un’ancora in un mare di incognite. Questa tendenza può innescare la scelta di una soluzione “dipendenziale”, ovvero il trasferire la risoluzione dei propri problemi a un’altra persona o a un oggetto, con il rischio di sviluppare dipendenze affettive.

Viviamo in un’epoca dove il vuoto interiore, così come lo smarrimento emotivo, creano il terreno fertile per comportamenti potenzialmente disfunzionali. Le cosiddette new addiction rappresentano forme di dipendenza dove non è coinvolta alcuna sostanza chimica, ma piuttosto comportamenti o attività quotidiane che possono includere l’uso compulsivo di internet, il binge eating, lo shopping compulsivo, la dipendenza da gioco e, appunto, la dipendenza affettiva.

Dalla necessità d’amore alla dipendenza patologica

La dipendenza affettiva si manifesta con un bisogno eccessivo di affetto, approvazione e conferma, superando spesso i confini dell’autenticità e della spontaneità. Chi ne soffre può vivere in un tempo sospeso, costantemente in attesa di attenzioni e con il timore del rifiuto. Questa condizione si associa spesso a bassa autostima, paura dell’abbandono e difficoltà nel definire confini sani nelle relazioni, portando a una modalità patologica di vivere l’amore, dove l’individuo dipendente può arrivare a negare i propri bisogni per non perdere il partner. 

Gli studiosi hanno identificato criteri specifici che definiscono la dipendenza affettiva, paragonandola a una dipendenza da sostanze. Questi includono la sindrome da astinenza in assenza dell’amato, un considerevole investimento di tempo nella relazione, la riduzione di attività sociali e la persistenza della relazione nonostante i problemi che ne derivano.

Love passion vs Love addiction

È importante distinguere tra la love passion, uno stato universale e necessario per la crescita di un attaccamento funzionale, e la love addiction, dove il legame diventa l’unico nutrimento emotivo dell’individuo, trasformando l’amore in una dolorosa ossessione. Si tratta di una forma di amore simbiotico, fusionale e stagnante, in nome del quale, chi lo sperimenta rischia di rinunciare a ogni spinta evolutiva e di cambiamento e a ogni altra gratificazione.

La dipendenza è, invece, considerata sana quando è accompagnata da fiducia e supporto reciproci.

Come superare la dipendenza affettiva

Riconoscere la propria dipendenza affettiva è il primo passo verso il cambiamento. È poi cruciale attivare la propria rete relazionale e cercare l’assistenza di uno psicologo psicoterapeuta. Attraverso la psicoterapia, è possibile comprendere e rielaborare le radici della dipendenza, rafforzare l’autostima e imparare a instaurare relazioni più autentiche e gratificanti. 

Per un primo contatto telefonico gratuito, contattaci al numero 02 54107366 o via email a: info@psichemilano.com.

Dott.ssa Agata D’Ercole

Psicologa e Psicoterapeuta